Camparino in Galleria, Milano

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Camperino in Galleria

CAMPARINO IN GALLERIA , Milano- LET’S SELTZ AGAIN

L’aperitivo è un rito tutto italiano, e un luogo unico al mondo per celebrarlo nel cuore di Milano è certamente Camparino in Galleria.

La storia
Tutto iniziò nel lontano 1867; la Galleria Vittorio Emanuele II era stata ultimata da poco e Gaspare Campari (inventore dell’omonimo bitter) aprì il famoso Caffè Campari, all’angolo con Piazza Duomo.

Il 14 novembre dello stesso anno nacque Davide Campari, figlio di Gaspare, entrato nella storia di Milano anche per essere stato il primo cittadino venuto alla luce in Galleria.

L’apertura del Camparino
Nel 1915 fu lo stesso Davide Campari che aprì il Camparino, “fratello minore” del Caffè Campari.

Dotato di un innovativo sistema che garantiva un flusso continuo di acqua gassata direttamente dalle cantine, offriva ai suoi numerosi clienti un Campari e soda sempre perfetto e refrigerato.

Un rito
Il Camparino trasformò l’aperitivo in rito; divenendo in breve tempo un’istituzione per i milanesi, anche perché fu un luogo di ritrovo per intellettuali e celebrità che, tra un Campari e l’altro, nell’atmosfera suggestiva degli arredi liberty, si incontravano per discutere di politica e cultura.

Tommaso Marinetti e altri esponenti del movimento della Scapigliatura erano assidui frequentatori del locale.

I bombardamenti
Nel 1943 la Galleria e il Camparino furono pesantemente colpiti dai raid aerei degli Alleati.

Al termine del secondo conflitto mondiale Guglielmo Miani, sarto pugliese,  e la sua famiglia prendono in gestione in locale e  ne rimangono alla guida fino al 2018.
Sotto la gestione della famiglia Miani vennero nel corso degli anni realizzate molte trasformazioni.

Al Camparino sono state scritte, e si scriveranno, storie indimenticabili; è il luogo in cui un semplice aperitivo diventa leggenda e dove le celebrità si mescolano da sempre con la gente comune.

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