Jaguar XKSS- Steve McQueen

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Steve McQueen e la sua Jaguar

Jaguar XKSS- Steve McQueen.

BIG EYES (OCCHI GRANDI)

L’ammirazione di Steve McQueen per le auto veloci e le moto rare è leggendaria, una delle sue auto preferite è stata la Jaguar XKSS; l’amava così tanto che dopo averla venduta nel 1969, l’ha riacquistata nel 1977 e conservata fino alla sua prematura morte, avvenuta pochi anni dopo.

Nacque come una autovettura sportiva, “ Jaguar D-Type” era il suo nome.

La casa automobilistica Jaguar fu una forza dominante nel mondo delle corse durante gli anni cinquanta, con cinque vittorie a Le Mans in quel decennio. Dopo la stagione 1956, si ritirò dalle competizioni, rimanendo con venticinque D_Types in magazzino . Decise così di riutilizzare gli esemplari invenduti e i rispettivi telai; l’obbiettivo era il recupero dell’investimento sugli esemplari rimasti.

Modificando in parte minore la struttura generale, i cambiamenti attuati permisero la presentazione al salone dell’automobile di New York del 1957 della versione “sorella” adattata alla strada: la Jaguar XKSS; aprendo così la strada alle auto europee ad alte prestazioni nel mercato statunitense.

I cambiamenti
Furono così aggiunti il sedile e la portiera a lato passeggero, i finestrini laterali, un parabrezza a tutta larghezza con contorni cromati, paraurti cromati anteriori e posteriori, delle sottili linee cromate aggiunte sul bordo dei fanali anteriori ed una capote ripiegabile in tessuto per riparare i passeggeri dagli agenti atmosferici. I gruppi ottici posteriori erano poi montati più in alto, sui parafanghi. Vennero anche tolti la grande pinna posteriore dietro il guidatore ed il divisorio tra sedili anteriori.

Solo 25 modelli al mondo

La sua esemplarità, che la rende oggi tra le auto inglesi d’epoca più collezionate del mondo, è data dal numero ristretto di modelli in circolazione; venticinque furono gli esemplari prodotti o semi-prodotti, ma un incendio avvenuto la sera del 12 febbraio dello stesso anno di uscita, negli stabilimenti di Browns, ne distrusse nove esemplari.
Sedici gli esemplari superstiti che furono indirizzati verso il mercato americano, che ne acquisì la maggioranza.

Jaguar e Steve McQueen

L’attore statunitense Steve McQueen acquista un esemplare di Jaguar XKSS per uso personale nel 1958 per 5000 dollari. Acquistò l’esemplare con numero di telaio 713, e le diede la sua impronta. Ridipinse l’esterno di un British Racing Green più discreto, e fece ricucire gli interni in pelle nera. La soprannominò affettuosamente il Ratto Verde.
“Aveva un sacco di auto tra cui scegliere, ma ci fu un periodo in cui guidò la XKSS ogni giorno”, racconta il figlio Chad.

McQueen vendette la sua 713 a William Harrah nel 1967, che la mise in mostra permanente all’Harrah’s Auto Collection di Reno, Nevada. Dieci anni dopo McQueen rivoleva la sua XKSS.
Vendette l’auto con la consapevolezza che l’avrebbe potuta riavere allo stesso prezzo; ma all’epoca la collezione di Harrah era in pieno svolgimento, e cercò di spillargli qualche soldo in più. Una contrattazione di un paio d’anni che portò Steve a riavere finalmente la sua Jaguar.

Il figlio Chad McQueen non ebbe il privilegio di guidare l’auto fino alla morte del padre nel 1980.
Nel 1984, la 713 è stata venduta a Richard Freshman, amico di McQueen ed ex vicino di casa, per 148.000 dollari, e successivamente è stata acquisita nel 2000 dal Petersen Automotive Museum di Los Angeles, California, dove si trova ancora oggi.

“Un’opera d’arte ondulata”, una vettura molto veloce che rimane indissolubilmente legata alla figura del “Re del cool”.

Jaguar XKSS N. 713

Jaguar XKSS N. 713

“Correre è vita. Qualsiasi cosa succeda prima o dopo è solo attesa.”

SteveMcQueen

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