Tweed Chanel

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Tweed Chanel

Tweed

Tessuto robusto di lana cardata, che al tatto risulta poroso e di medio peso. In origine era prodotto a mano da filati irregolari, che venivano tessuti in due o tre fili di trama invece di uno solo. I colori dei filati erano grigio e nero, i moduli classici erano a lisca di pesce o con la rigatura diagonale.
La leggenda narra che il nome derivi da una cattiva interpretazione di un mercante che scambiò twill (tweel in scozzese), armatura a saio caratterizzata da un tessuto a rigatura diagonale, con Tweed, il fiume che fa da confine tra Scozia e Inghilterra, dove nell’Ottocento si concentravano le fabbriche tessili di questo particolare tessuto.
Il tradizionale tweed scozzese è l’Harris Tweed, reso celebre dalla contessa di Dunmore che lo fece produrre presso i fabbricanti delle isole Ebridi.

A consacrare il tweed, ci pensò Mademoiselle Coco Chanel, quando decise di utilizzarlo per l’abbigliamento femminile nel 1920, rivoluzionando completamente i canoni stilistici dell’epoca. Il lavoro di Chanel fu di certo pionieristico; ispirata dal concetto di eleganza rappresentato dagli uomini della sua vita, tra cui il Duca di Westminster, vide nel guardaroba maschile la possibilità del comfort, sviluppando così interesse e gusto per i capi del altro sesso. Il tweed per lei rappresentava modernità e praticità; una lana cardata, quindi soffice e morbida, spettinata, che dava un aspetto naturale perché conservava le sue irregolarità.
Nel 1924, introdusse il tweed nelle sue collezioni. Una stoffa né nobile né pregiata veniva elevata a tessuto d’alta moda; della moda femminile soprattutto.
Fu così che si diffuse in tutto il mondo e divenne uno dei tessuti più richiesti e quotati del mercato tessile. Nel 1927 Vogue America glorificò il suo lavoro, e nel 1928 definì il tweed come il tratto distintivo della Maison.
Il tweed Chanel fu immerso nei colori delle campagne scozzesi: verde ortica o erica, rosso lichene, viola bacche di sambuco. All’inizio del 1930, decise di spostarne la produzione nella regione Nord Pas De Calais, e nel 1933 istituì la società Tissus Chanel. La stilista miscelò le fibre artificiali con le lane, ottenendo così tessuti leggeri e corposi. Nel 1950 l’abito in tweed intrecciato, definì un nuovo stile, che oggi è sinonimo di eleganza senza tempo.

Nel XX secolo Greta Garbo, Gregory Peck, Miss Marple e Sherlock Holmes, furono tra i primi personaggi ad aver reinterpretato l’essenza di questo tessuto. Il tweed divenne parte soprattutto dell’immaginario estetico femminile: il 22 Novembre del 1963, giorno dell’assassinio del marito a Dallas, Jacqueline Bouvier Kennedy indossava un tailleur, in tweed rosa della Maison Chanel in chiave bon-ton. Anche la Principessa Diana, amava indossare completi di

Lady Diana in Tweed

Lady Diana in Tweed

questo tessuto. Altre maison come Hermés, Gianni Versace, Ralph Lauren, Giorgio Armani, Antonio Marras, iniziarono ad utilizzare il tweed per le loro creazioni.

Quando nel 1983 Karl Lagerfeld entra in Maison Chanel, decide di fare del tweed il tratto d’unione tra lo stile di un tempo e quello più contemporaneo; portando avanti lo spirito avanguardista che contraddistingueva la stilista.

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